venerdì 27 giugno 2014

GRANDI ANNIVERSARI

Il 28 Giugno del 1914 a Sarajevo, capitale della Bosnia, vengono assassinati l’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando d’Asburgo e sua moglie la Principessa Sofia Chotek. Trenta giorni dopo l’Europa precipita in una guerra che durerà cinque anni, mobiliterà 65 milioni di soldati, causerà la morte di 20 milioni di persone tra militari e civili e la fine di tre grandi imperi. L’omicidio a Sarajevo di Francesco Ferdinando è la scintilla che innesca la Prima guerra mondiale. Come ricorda lo storico Lucio Villari, l’Austria dichiara guerra alla Serbia come una sorta di “spedizione punitiva”, una guerra lampo limitata a dare una lezione alla Serbia, ma che invece nel giro di una manciata di settimane coinvolgerà tutte le superpotenze europee. L’omicidio di Francesco Ferdinando si consuma in un giorno simbolo del patriottismo serbo, il Vidovdan, la Festa di San Vito celebrazione commemorativa della battaglia della Piana dei merli del 1389 contro gli ottomani durante la quale il sultano venne assassinato da un serbo. Sarà un giovane studente serbo Gavrilo Princip, membro di un gruppo politico che chiedeva l’annessione della Bosnia alla Serbia, a sparare “la pallottola che diede inizio al primo conflitto mondiale”.

 Per l'anno prossimo, tutti i post di storia passano sul blog "Ma che storia è questa?" che vi invito a raggiungere e a mettere tra i "preferiti"

Intanto, domani sera potete guardare il film "Sarajevo", alle 21.05, su RAI3:
"Trama: 
1914. L'impero austro-ungarico e' sempre piu' assediato dalle rivolte delle sue indisciplinate province. La Serbia e' una delle piu' attive ed e' a Sarajevo che l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono imperiale, e sua moglie Sophie sono in visita quando egli viene assassinato. Gli autori del delitto vengono immediatamente individuati: si tratta dei nazionalisti serbo-bosniaci Princip e Cabrinovic. Il giudice istruttore Leo Pfeffer e' incaricato dalle autorita' di confermare cio' che Vienna desidera sia la versione ufficiale sul coinvolgimento del governo serbo."

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